Per questo set con Anastasia ho scelto un luogo quotidiano, una lavanderia self-service, e l’ho trasformato in un piccolo palcoscenico. Le pareti color petrolio, gli oblò delle lavatrici e i cestini rossi creavano già una scenografia piena di carattere: mi bastava una modella capace di abitarla con naturalezza.
Anastasia ha giocato con lo styling in due tempi. Prima con shorts di jeans e canotta bianca, seduta sul bancone tra i cesti del bucato, con l’aria di chi aspetta la fine della centrifuga. Poi con una gonna rossa a pois e una camicia bianca leggera, un richiamo agli anni Cinquanta che dialoga con il rosso dei cestini e delle sedute.
Sulla luce ho lavorato come faccio spesso: il flash miscelato alla luce ambiente, con la stessa temperatura colore, così il soggetto emerge pulito e i colori del locale restano fedeli. Negli scatti più ravvicinati, appoggiata all’oblò di un’asciugatrice, la luce scolpisce le spalle e il viso e l’atmosfera si fa più intima e sensuale.
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