Corsi di fotografia

Corsi di fotografia, ritratto di Roberto Privitera

Dal set allo stile: il percorso completo sul ritratto

Un percorso per chi fotografa già ritratti e vuole smettere di affidarsi al caso. Imparare a governare ogni passaggio della catena — l’impostazione del set, la luce, lo scatto, lo sviluppo del RAW, la post-produzione in Photoshop — fino ad arrivare a immagini che si riconoscono come tue.


Ti riconosci?

Le tue foto sono tecnicamente corrette. L’esposizione è giusta, il fuoco è dove deve essere, la modella è in posa. Eppure, messe accanto a quelle di un fotografo che ammiri, sembrano vuote — e non sai dire esattamente perché.

Passi ore in Photoshop ma ogni volta ricominci da capo, procedendo per tentativi: un cursore qui, un livello lì, finché qualcosa funziona. Il risultato a volte è buono, a volte no, e non hai un metodo che ti permetta di ripeterlo.

Guardi il tuo portfolio e non vedi un filo che tenga insieme gli scatti. Non è un problema di attrezzatura né di talento: è che nessuno ti ha mai mostrato la catena intera, dal momento in cui accendi il flash a quello in cui esporti il file.

Ritratto in esterni, luce naturale
Ritratto in studio su fondo blu

Il percorso, passo per passo

Cinque tappe, nell’ordine in cui si presentano davvero quando lavori. Ogni tappa si appoggia sulla precedente: è questo il motivo per cui un corso di sola post-produzione, o di solo scatto, lascia sempre un pezzo scoperto.

1 · L’impostazione

Decidere che immagine vuoi ottenere prima di scattarla. Lettura del soggetto, scelta dell’ambiente, costruzione dell’idea. È la tappa che quasi tutti saltano e che determina tutte le altre.

2 · La luce

Schemi luce che funzionano e perché funzionano: luce naturale, flash, e la combinazione dei due. Come modellare un volto, dove nascondere e dove rivelare, come cambiare il carattere di un ritratto spostando una sorgente di trenta centimetri.

3 · Lo scatto

La direzione della persona che hai davanti: posa, espressione, gestione del rapporto sul set. La parte tecnica qui pesa meno di quanto si creda — quello che fa la differenza è saper mettere a proprio agio chi stai fotografando.

4 · Lo sviluppo del RAW

Cosa contiene davvero un file RAW e quanto spazio di manovra hai. Bilanciamento del bianco, recupero delle luci e delle ombre, gestione del colore. Costruire un punto di partenza coerente invece di intervenire a caso.

5 · La post-produzione

Photoshop con un metodo ripetibile: trattamento dell’incarnato, dodge & burn, coerenza di serie. Sia a colori sia in bianco e nero — perché la conversione in B/N non è un filtro ma una scelta che si prende al momento dello scatto.


Prima e dopo

Scatto originale

Ritratto beauty di una donna bionda, scatto originale prima della post-produzione

Da qui il lavoro procede in un ordine preciso, ed è l’ordine — più delle singole tecniche — a fare la differenza. Sviluppo del RAW in Lightroom, dove il bilanciamento del bianco decide il colore dell’incarnato di tutta l’immagine. Poi la rimozione delle imperfezioni, con mano leggera. Quindi i punti su cui l’occhio cade per primi: occhi, labbra, denti. Infine il dodge & burn, dove si costruisce il volume, e una fluidifica appena accennata.

Risultato finale

Ritratto beauty di una donna bionda, immagine finale dopo sviluppo RAW e post-produzione

Altri due esempi, con soggetti e problemi diversi.

Scatto originale

Ritratto di una donna castana con bigodini tra i capelli, scatto originale

Risultato finale, con ricostruzione dello sfondo

Ritratto beauty di una donna castana con bigodini tra i capelli, immagine finale con sfondo ricostruito

Qui, oltre al lavoro sul volto, c’è la ricostruzione dello sfondo. Quando l’ambiente non aiuta, si rifà: è la parte che spaventa di più chi inizia, e che in realtà è più questione di metodo che di abilità.

Scatto originale

Ritratto di una donna con foulard in testa, scatto originale

Risultato finale

Ritratto beauty di una donna con foulard in testa, immagine finale dopo la post-produzione

Stesso flusso, soggetto diverso. La prova che un metodo funziona è che regge quando cambiano luce, incarnato e contesto, e che il risultato resta comunque riconoscibile.

Nessuno di questi passaggi, preso da solo, è complicato. Quello che si impara in un corso è un’altra cosa: quando fermarsi. Ogni strumento ha un punto oltre il quale il ritratto smette di somigliare alla persona, e riconoscere quel punto è la differenza tra una foto ritoccata e una foto bella.


Chi ti insegna

Roberto Privitera con la fotocamera, ritratto in studio

Mi chiamo Roberto Privitera, vivo a Bologna e fotografo ritratti da oltre vent’anni. Ho cominciato per il piacere di farlo, e quel motivo non è mai cambiato: fotografo perché mi piace. In questo tempo ho lavorato con centinaia di persone — modelle professioniste e gente alla prima esperienza davanti all’obiettivo — in studio, in casa e in esterni.

Ai corsi ci sono andato anch’io, parecchi: base, avanzati, quelli a catalogo. Quasi sempre li ho trovati noiosi o inutili. La cosa migliore che mi portavo a casa era aver passato qualche ora con persone che amavano la fotografia quanto me — che non è poco, ma per crescere non basta.

Così a un certo punto ho cambiato strategia: spendere di più e andare da chi era bravo davvero. Ho studiato soprattutto con post-produttori e retoucher, alcuni di fama internazionale, più che con fotografi — perché è lì che ho capito quanta parte di un’immagine si decide dopo lo scatto e quanta invece va prevista prima: quali errori sul set non si recuperano più, e come impostare luce, colore, diaframma, tempi e ISO sapendo già cosa succederà in sviluppo e in post-produzione.

Ha funzionato: non mi bastava più che una foto venisse bene per caso, volevo sapere perché era venuta bene, così da poterla rifare.

Insegno per la stessa ragione per cui ho studiato: mi piace stare in mezzo a chi vuole migliorare, e mi diverte il momento in cui una persona capisce una cosa che fino a un minuto prima le sembrava magia. E poi perché ho visto troppi fotografi bravi bloccarsi sempre sugli stessi tre o quattro punti — quasi mai quelli che si aspettavano.

Per questo i miei corsi sono fatti al contrario di quelli che avevano deluso me: pochissime persone alla volta, nessun programma recitato a memoria, e la catena intera — dalla luce alla post-produzione — invece di un pezzo staccato dagli altri.


Formato, date e costi

  • Formato: in presenza a Bologna, online dal vivo oppure percorso individuale, a seconda del corso e di quello che ti serve.
  • Durata: di solito un weekend, 16 ore. Se ti serve distribuirle diversamente ne parliamo: quello che conta è che i contenuti arrivino, non il calendario.
  • Partecipanti: due in presenza, dieci online.
  • Cosa serve: una fotocamera che scatti in RAW e un computer con Lightroom o Camera RAW e Photoshop.
  • Quota: te la comunico direttamente, insieme al programma, quando mi scrivi.
  • Prossima edizione: non c’è ancora una data. Iscriviti alla lista qui sotto e sei il primo a saperlo.

Entra nella lista d’attesa

Non c’è ancora una data per la prossima edizione. Lascia nome ed email e ti avviso appena c’è, prima che venga annunciata pubblicamente. I posti sono pochi per scelta: due in presenza, dieci online.

Lista attesa corsi

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